Curiosità e notizie sul mondo delle riprese aeree con drone

My Secret Place

Il video “My Secret Place” vince il Concorso internazionale di cortometraggi “Friulano in spot”, indetto con il patrocinio dall’ERSA - Friuli - Venezia Giulia.

https://youtu.be/HBH9Jw9DORc

Come impostare la camera per riprese aeree con drone

In questo ambito parleremo del set-up della nostra fotocamera per realizzare immagini aeree. Se abbiamo una buona fotocamera, prima di decollare dovremo prendere alcune decisioni per poter realizzare al meglio le immagini, dal momento che in volo non è possibile modificare alcuni parametri.
Di cosa ci dobbiamo preoccupare?
bilanciamento del bianco: tutte le fotocamere danno la possibilità di impostare il bianco. Personalmente preferisco non utilizzare il bianco automatico, in quanto in volo, in condizioni meteo di variabilità (nubi che oscurano il sole), la camera può effettuare il cambio del bianco in un momento inopportuno (può succedere che lo effettui proprio durante una registrazione, ed in questo caso dovremo effettuare un cambio di colorimetria in post-produzione). Possiamo utilizzare un preset, e sarà più facile, poi, eventualmente cambiare la colorimetria dell’intera clip girata.
scelta della modalità: come sappiamo, possiamo scegliere le modalità di ripresa della fotocamera (P= automatica, A= priorità di diaframma, S= priorità di otturatore, M= manuale). A seconda delle esigenze, dovremo selezionare quella più adatta. Per esempio: per un paesaggio ampio con una luce tendenzialmente non variabile, potremo selezionare la modalità manuale, pre-impostando i valori corretti: in questa maniera non dovremo preoccuparci di un cambio di valori durante il volo. In situazioni differenti, dobbiamo dare alla camera la possibilità di adattarsi alle varie condizioni di luce. Personalmente preferisco utilizzare la modalità A a priorità di diaframma, tenendo valori di diaframma (se la quantità di luce è sufficiente) abbastanza alti (8, 11 o anche 16 per le giornate di sole), per un motivo che andremo a spiegare nel prossimo punto. In condizioni di luce estremamente variabile sarà invece opportuno lasciare il completo automatismo alla macchina, tenendo conto però che a valori di diaframma bassi (2.8, 4, 5.6) ridurremo la profondità di campo, rischiando di non aver a fuoco alcune zone dell’immagine
regolazione del fuoco: ora dobbiamo parlare di un aspetto più tecnico, inerente al problema della profondità di campo all’interno del campo visivo che vogliamo inquadrare. Come ben sappiamo, se ci avviciniamo ad un soggetto che per la nostra camera risulta già a fuoco, prima o poi perderemo il fuoco sul soggetto stesso, a meno di non adattare in tempo reale il fuoco sul nostro obiettivo.
Partendo dal presupposto che non possiamo interagire, durante il volo, con la camera sul nostro drone, dovremo escogitare un piccolo accorgimento.
Chiudendo il diaframma della camera (selettore su A, priorità di diaframma), aumenteremo la profondità di campo. Ovviamente questo inciderà sulla quantità di luce che arriva al nostro sensore, il che vuol dire che potremo effettuare questo trucco solo in situazioni ben illuminate (condizioni diurne, con luce naturale). Dovremo selezionare il corretto valore di diaframma per trovare il giusto rapporto profondità di campo/luminosità.

Come ultimo consiglio, mi desidererei soffermare proprio sull’aspetto della luce.
Non sottovalutiamo questo aspetto, quando andiamo a fare riprese aeree col drone !!!
La luce, nella fotografia e nel video, ha un aspetto fondamentale non meno della preparazione stessa del soggetto o dei movimenti. La luce dell’alba o del tramonto sarà sempre più calda e avvolgente di una luce piatta col sole estivo molto alto !! Inoltre, se dovremo effettuare delle riprese, per esempio, ad un edificio, non dimentichiamo di valutare come sarà illuminato nel momento in cui andiamo a girare le immagini. Una bella villa con la facciata in ombra e magari in controluce, non avrà alcun senso, mentre se avessimo programmato il volo solo qualche ora prima, o dopo, avremmo avuto le condizioni di luce ottimali !!!
Inoltre, non dimentichiamo, che il drone in volo avrà una sua ombra: per cui dovremo valutarne anche i movimenti per assicurarci di non estromettere dalla ripresa la sua stessa ombra.

Vi lascio ricordandovi che non si può volare dappertutto !!! Evitiamo gli assembramenti di persone, se non vogliamo incorrere in rischi inutili, oltre al fatto che staremmo operando fuori dai limiti di legge !! Ricordiamoci tutti che c’è un regolamento da rispettare, esattamente come il codice stradale quando ci mettiamo alla guida.
Fatto questo…..buon volo !!

A quale distanza può volare un drone? fino a che altitudine?

Sono domande comuni: in realtà i vincoli sono relativi, e fanno quasi sempre capo alle restrizioni burocratiche che ENAC impone: 70 metri in altezza (sembrano pochi, in realtà con un buon grandangolo nell’inquadratura può starci comodamente un campo di calcio…) e 200 metri per quanto riguarda la distanza orizzontale, sebbene venga imposto il cosiddetto “Volo a Vista”, che impone di tenere sempre in contatto visivo diretto il nostro mezzo.

I limiti successivi sarebbero quelli del radiocomando, che ha una portata nell’ordine di qualche migliaio di metri. In realtà, a questo punto, subentra un secondo vincolo, ben più importante, che è quello della durata della batteria e e quindi dell’autonomia del velivolo, e che si traduce con “tanto mi allontano, tanto ci metterò a dover tornare indietro"

Cosa succede se il drone si allontana troppo? se lo perdo di vista? se perde il segnale radio?

Quanto più una flight control è evoluta, tanto più garantisce la sicurezza del nostro drone.

Per esempio, se dovesse succedere che le batterie del nostro radiocomando dovessero scaricarsi improvvisamente, oppure semplicemente si verifichi una caduta di segnale, la centralina di volo avvierebbe una procedura di emergenza. Nel nostro caso, per esempio, non ricevendo più alcun segnale radio (anche scansionando tutte le frequenze vicine a quelle emesse dal nostro radiocomando), la centralina rimane in attesa alcuni secondi di un nuovo segnale e, qualora non vi fosse alcun riscontro, porterebbe il drone ad una altezza prefissata (noi abbiamo scelto 20 metri), prima di riportarlo in linea retta  alla “Home" (mantenendo sempre la quota di 20 metri), cioè il punto GPS in cui abbiamo decollato. Questa procedura eviterebbe, in un ritorno automatico, di incontrare eventuali ostacoli (alberi, edifici, ecc.) lungo la via di rientro.

Che autonomia di volo ha un drone?

Un drone, al giorno, d’oggi, può mantenersi in volo solo per una manciata di minuti. La tecnologia delle batterie LiPo (Polimeri di Litio) ha fatto e sta tuttora facendo passi da gigante, tuttavia la capacità di queste batterie è relativa e può mantenere in volo un drone per un periodo che può variare fra i 10 e i 40 minuti. Ovviamente il fattore determinante è il peso che viene trasportato (payload: carico pagante, cioè il peso in più che il drone può trasportare, escluso "sé stesso” e le batterie che lo alimentano), e all’aumentare del peso, diminuisce sensibilmente l’autonomia.

Ma un drone senza una camera, è solo una macchina che vola nel cielo, per cui fine a sè stesso…

Questo è il grande compromesso che i droni impongono al giorno d’oggi: videocamere e fotocamere di fascia professionale con le loro pesanti ottiche sono immancabilmente troppo pesanti per questo utilizzo, a meno di non scegliere di poter volare per 5 minuti soltanto.

Tuttavia le alternative ci sono, ed i risultati sono di assoluto livello.

Si puo' programmare la rotta di un drone?

Avendo a bordo un sistema GPS, è ovviamente possibile per un drone impostare una rotta programmata. Questo genere di utilizzo si imposta generalmente per applicazioni di rilevamento su terreni, ispezioni o monitoraggio ambientale. In questa maniera è possibile coprire territori molto vasti impostando delle rotte a “S” che analizzano il terreno sottostante, per poi raccogliere i dati ed unirli per avere un quadro completo dello stato del territorio sorvolato.

Cosa vuol dire che in un drone “la camera è stabilizzata su 3 assi”?

Per spiegare questo, bisogna spiegare cos’è la “gimbal”.

La gimbal è quella struttura meccanica che ha lo scopo di stabilizzare la camera. E’ costituita da una serie di braccetti ciascuno incernierato da un motore che, ricevendo un impulso dalla scheda di stabilizzazione (che a sua volta riceve i dati da un sensore di posizione costituito da giroscopi ed accelerometri) provvede a mantenere in una posizione prefissata quello stesso braccetto.

In poche parole la camera, fissata alla sua culla, è libera di muoversi sui 3 assi fino a quando non alimentiamo la gimbal, che provvederà quindi (dopo una serie di operazioni di equilibratura e di calibrazione) a sostenerla orizzontalmente, a prescindere dai movimenti esterni di tutto il sistema. In questa maniera l’inquadratura risulterà solida e fissa anche se il sistema “drone” sarà in movimento.

Tutto questo però, solamente se noi non “forziamo” la stabilizzazione con il radiocomando, perché ovviamente la camera non deve essere solo stabile, ma deve potersi muovere a seconda delle nostre esigenze di inquadratura: in questo caso, se noi agiamo sul movimento solo su di un asse, la camera di muoverà su tale asse, mantenendo la stabilizzazione sugli altri due.

La stabilizzazione su tre assi, dunque, significa che la posizione della camera risulta stabile indipendentemente dalla direzione (ed inclinazione) di volo del drone, e che può essere orientata su tutti gli assi secondo le nostre esigenze.

Il drone può volare all’interno di un edificio?

Certamente. Se voliamo al coperto, tuttavia, dovremo considerare che probabilmente non potremo contare sul funzionamento del sistema GPS (e questo non è un problema, perché il volo in modalità GPS ci è utile per lo più in presenza di vento).

Il problema principale risiede nel fatto, soprattutto, che lo spostamento d’aria del mezzo stesso (avete mai provato a stare sotto ad un drone…?), non essendo all’aperto e non avendo sfogo, crea un flusso di risalita lungo le pareti che si autoinnescherà quando raggiunge nuovamente il velivolo, creando scompensi e turbolenze sempre più forti che andranno a complicarci la vita quanto più piccolo è l’ambiente in cui voliamo...

Come sono suddivisi i ruoli fra pilota e operatore video?

Il drone si può dividere idealmente (e, nel nostro caso, anche fisicamente), in due parti ben distinte:

  • la sezione di volo (comprendente batteria di alimentazione, sistema di ricezione, centralina di volo, sensori, variatori, motori ed eliche)
  • la gimbal, che sostiene la fotocamera (con la scheda ed i motori di stabilizzazione, sistema di ricezione, trasmettitore link video, ecc.)

Per gestire queste due parti ben distinte, indispensabili per un lavoro ottimale, sono presenti due diversi radiocomandi: uno in dotazione al pilota ed uno all’operatore video. Il pilota pertanto si occupa solamente (non potrebbe essere altrimenti) dei comandi di volo del velivolo, tenendolo sempre a contatto visivo, mentre il videoperatore, attraverso l’apposito monitor (che trasmette in tempo reale l’inquadratura della camera) gestisce i movimenti della stessa.

Il risultato ottimale, come si può facilmente comprendere, si ottiene con un buon affiatamento dei diversi ruoli, che in questa maniera possono garantire il massimo della precisione e della fluidità dei movimenti.

Come funziona un drone? come si muove un drone?

Un drone è una macchina che viene gestita in gran parte da una centralina di volo (la “flight control”). La complessità della gestione del volo per un drone anche solo di 4 eliche è tale che non potrebbe essere rimandata in toto ad un pilota. Sebbene le eliche abbiano come solo parametro variabile il numero di giri (direttamente proporzionale alla potenza erogata dal singolo motore collegato all'elica), sarebbe impossibile per una persona gestire in tempo reale la potenza di quattro, sei o addirittura otto motori e, di conseguenza, la direzione di volo del mezzo.

Per ovviare a questa complessità, i giri dei motori sono delegati quasi totalmente alla centralina che, grazie ai sensori (giroscopi, accelerometri, barometro, bussola e gps), provvede a mantenere in assetto controllato il mezzo.

Quando il mezzo è in volo, se noi non agiamo sui comandi, si definisce in “hovering”, cioè permane passivamente fermo a mezz’aria.

Nel momento in cui andiamo ad agire su un comando, la centralina interpreta il nostro comando e provvede a far erogare più potenza ad uno o più motori, che salendo di giri creano un inclinazione del mezzo da un lato, e quindi il relativo spostamento.

I comandi primari per pilotare un drone sono quattro:

  • Potenza motori. I motori aumentano tutti contemporaneamente il numero dei giri: influisce sulla quota del mezzo (altitudine).
  • Beccheggio. I motori posteriori vengono accelerati, il mezzo si inclina sull'anteriore e si sposta in avanti. Al contrario per il comando “indietro”.
  • Rollio: vale lo stesso princìpio del beccheggio, ma i motori coinvolti sono quelli di destra/sinistra, ed il mezzo di sposta lateralmente.
  • Imbardata. Le eliche del drone non hanno tutte lo stesso senso di rotazione, metà girano in senso orario e metà in senso antiorario. Per esempio, su un drone a sei eliche, le eliche in posizione pari (la 2, 4 e 6) girano in senso orario mentre le dispari (in posizione 1, 3 e 5) girano in senso anti-orario. Quando tutte le eliche girano ad uno stesso numero di giri, il drone risulta fermo su sé stesso. Se le eliche pari girano più veloce delle dispari (dunque agiamo sul comando dell’imbardata), sul mezzo si verificherà un momento contrario che avrà come risultante una rotazione opposta del drone, pertanto il velivolo comincerà a ruotare su sé stesso.

Quanto costa effettuare riprese aeree con drone?

Questi i fattori principali che influiscono sui costi di riprese aeree con drone:

- la qualità delle attrezzature utilizzate. AeroCamera in questo momento offre il massimo che la tecnologia mette a disposizione sul mercato per questo tipo di attività

- il drone che utilizziamo è certificato da ENAC, dopo svariate serie di test e prove in diverse condizioni, e simulazioni di anomalie

- il pilota è abilitato da ENAC, in seguito a molte ore di volo, ed in grado di affrontare le più disparate condizioni di volo, o imprevisti

- l’operatore video è un professionista nel settore del video-making, e della fotografia

- (come descritto qui), ci avvaliamo di due persone (pilota + operatore video) per realizzare le riprese aeree, perchè siamo convinti che la qualità finale delle immagini sia un bene imprescindibile

- come azienda certificata, siamo in possesso di una polizza assicurativa obbligatoria che copre danni contro terzi

 

Questi sono solo i principali fattori che influiscono sul costo di riprese aeree con drone.

Questo è il listino prezzi riprese aeree con drone.

Per un preventivo più accurato, vi invitiamo a contattarci senza alcun impegno.

Chi pilota il drone, si occupa anche della gestione della camera?

Per una resa ottimale non è possibile la gestione contemporanea di drone e camera. Molti droni commerciali montano una camera fissa, o una camera semi-indipendente direzionabile direttamente dal pilota. I risultati che conseguono saltano subito all’occhio: sebbene questa configurazione low-cost possa essere sufficiente per alcune inquadrature panoramiche “larghe”, è totalmente inadatta per creare i movimenti-camera che sono poi il valore aggiunto in termini di immagini che un drone può offrire.

L’indipendenza fra il ruolo del pilota e dell’operatore video è imprescindibile per realizzare immagini di qualità. Immaginiamo di dover pilotare un mezzo (quindi doverlo controllare e supervisionare), e dall’altro lato impegnarsi a catturare l’inquadratura più bella, lo scorcio più accattivamente, il taglio di luce giusto: non è possibile dare la giusta attenzione ad entrambi gli aspetti, ecco perché bisogna suddividere i compiti. Sarebbe come guidare un’automobile e contemporaneamente leggere un libro!!

Noi preferiamo che ognuno rimanga nella posizione di poter dare il massimo di sè...

Operatore drone ENAC

Negli ultimi anni l’esplosione commerciale nel settore dei droni ha suscitato grande interesse da parte di tutti gli appassionati, che accorrevano all’acquisto di mezzi piccoli e grandi, che potevano far volare in assoluta libertà senza alcun vincolo legislativo, talvolta in maniera sconsiderata.

Dal 2014 ENAC, l’ente preposto alla regolamentazione dello spazio aereo in Italia, ha bloccato tutte le attività di volo libero, emanando un regolamento di base a cui tutti i piloti di droni da quel momento devono attenersi. In realtà non proprio tutti, ma solo coloro che utilizzano questi mezzi a fini lavorativi (attività remunerativa).

In altre parole: chi lavora, deve essere in regola.

Da quel momento, chi desidera lavorare con un drone, deve essere autorizzato da ENAC come operatore drone ENAC per poter effettuare qualsiasi tipo di operazione remunerata (questo dunque non vale per chi utilizza i droni a fini ludici).

L'operatore drone ENAC deve possedere un mezzo collaudato, che ha superato vari test di affidabilità, che risponde a certi parametri, e soprattutto che sia in grado di reagire in sicurezza a possibili anomalie. Allo stesso modo, chi pilota deve saper gestire il mezzo in condizioni anche difficili, e deve poter affrontare una possibile anomalia senza mettere in pericolo persone e cose nelle vicinanze. Oltre a questo, l'operatore drone ENAC deve essere in possesso di una copertura assicurativa (simile alla RC auto), che copra qualsiasi danno a persone o cose provocato accidentalmente dal drone.

Affidabilità, professionalità e sicurezza sono dunque i criteri imprescindibili che ENAC richiede, e che AeroCamera (autorizzazione n° 4501 del 2015) intende offrire ai suoi clienti.

Come scegliere un servizio di riprese con drone

Nel mondo delle riprese video, anche un profano è in grado di riconoscere la differenza fra il prodotto realizzato da dilettante oppure da un professionista.

AeroCamera offre, oltre ad un parco attrezzature di primo livello, un team di professionisti che praticano con passione da anni questo mestiere nel settore fotografico e televisivo.

Realizzare un servizio riprese con drone, ad oggi, è alla portata di tutti.

Non lo è affatto praticare un servizio riprese con drone in maniera professionale: ci vogliono le attrezzature adatte, l’esperienza, e la capacità e la creatività di chi le utilizza.

Cosa succede se si scaricano le batterie?

Il nostro drone (sarebbe più corretto dire: la flight control) comunica con noi attraverso un led che, lampeggiando di diversi colori, ci comunica varie informazioni (per esempio: qualità del segnale GPS e della ricezione-comandi, e anomalie varie).

Fra queste, possiamo anche impostare ben due avvisi di stato della carica delle batterie, che ci daranno dunque un primo preavviso, che possiamo anche ignorare, e successivamente un avviso che “siamo a secco”. In questa situazione, è sempre meglio atterrare. Se ignoriamo questo secondo allarme, il mezzo, per preservare le batterie, comincerà a scendere in ogni caso da solo !! Quello che possiamo fare (ma si deve veramente trattare di un’emergenza !!!) è “forzare” il gas per continuare a mantenerlo in aria: sarà comunque questione di una manciata di secondi, prima che il mezzo tocchi terra (più o meno “morbidamente”) da solo. In ogni caso è buona norma cominciare il rientro (anche per allungare la vita delle batteria LiPo, che non dovrebbero mai scaricarsi sotto il 10-20%) appena dopo il primo allarme.